Fatto. Ci mancavano i parenti milanesi all’appello e poi ancora gli amici fiorentini, che non siamo riusciti a vedere in un’occasione comunitaria, ma la notizia e’ stata diffusa ai fratelli e cugini e, un’altra volta, la reazione dei piu’ (a parte un paio di casi che sembrano essere rimasti perplessi, o probabilmente piu’ dispiaciuti del nostro allontanarci a livello spaziale (in tutti i sensi!!)), e’ stata di grande solidarieta’ ed entusiasmo. E’ chiaro, i tempi duri e difficili devono ancora arrivare, le crisi dei bimbi e di adattamento generale ci saranno, ma in questi casi penso sempre a Terzani assieme a sua moglie e a tutto quello che ha fatto fare e passare ai suoi figli, senza domandare, certo che il trasferimento andasse fatto, ed ora, a parte qualche piccola stranezza che forse si puo’ percepire nel comportamento inusuale e fuori dagli schemi del figlio (ma diciamocelo, chi non e’ strano!), possiamo parlare dei suoi eredi come di persone affermate e che comunque hanno arricchito la propria esperienza ed esistenza con eventi, episodi, abitudini, particolarita’ che non sono da tutti. La preoccupazione per i 2 piccoletti c’e’, c’e’ poco da fare, per la loro sensibilita’, per le loro importanti conquiste linguistiche e non. Pero’ non voglio pensare che quest’eventualita’ di una loro crisi, per altro assolutamente non certa, possa decidere ed influire sul futuro della nostra famiglia, sul nostro crescere ai vari livelli e sul nostro evolversi come cittadini di un mondo che oramai ha sempre meno confini. Chi la pensa cosi, probabilmente non ha voglia di conoscersi fino in fondo, di prendere in mano la sua vita pienamente, lascia un po’ che sia. Ma chi non risica, non rosica.
Forza de Mugnai, coesi ed uniti, sempre e comunque.
Forza de Mugnai, coesi ed uniti, sempre e comunque.
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