Ci siamo! Altre proposte di colloqui per il mio amabilissimo compare, email che gli arrivano nella sua posta personale come se piovesse, senza che lui debba muovere un dito. La gente cerca lui, non e' lui a dover cercar loro, capite? Proprio come in Italia, stessa solfa. Macche', macche'. Qui s'ha d'anda'. E alla svelta!
giovedì 31 marzo 2011
mercoledì 30 marzo 2011
C'e' bici e bici
E infatti, domenica abbiamo rispolverato le nostre bici dal letargo invernale e le abbiamo portate a fare una giratina fiorentina coi bimbi al seguito ed i loro nuovi seggiolini scintillanti! Che vuoi fare, crescono e crescono quindi ogni anno ci si deve rifare da capo! Ad ogni modo, abbiamo scampato la pioggia pomeridiana ma ci siam divertiti assai a rinocorrerci per le stadine affollate e fare a gara per superarci istigati dalla competitivita' bonaria di Z! Mi piace pero' pensare a come sarebbe altrettanto bello sfruttare i pianori olandesi e sfrecciare per le piste ciclabili onnipresenti con questo super-mezzo (per gentile concessione inconsapevole della mia amichetta V.):
sabato 26 marzo 2011
Un Altro Giorno
... a Firenze. Ebbene si, cominciato come al solito di tutta fretta, nella frenesia del mattino, fatto di corse su corse, per preparare i bimbi per la scuola, arrivare per tempo al lavoro, magari anche sistemando un po' casa prima o facendo delle piccole commissioni, tutto questo entro le 8.30.. A volte mi chiedo come sia possibile, come riusciamo a farcela, un mistero, un miracolo!!!! E mi rendo anche conto che ho poche amiche mamme che si trovano nella stessa mia condizione, ossia che sono lavoratrici full-time per 40 ore la settimana e riescono a gestire la vita familiare senza perdere un colpo e facendo anche tutto quello che facciamo noi il fine settimana, non stando cioe' mai a casa ma sempre a zonzo nell'interesse dei piccoli..
Mah, mi do una pacca sulla spalla e contemporaneamente la do anche a S. senza il quale tutto questo no sarebbe possibile. Bello maritozzo mio! Ma mi dico anche che sarei pure stanca a questo punto, che pur'io avrei voglia di accompagnare o andare a riprendere i miei bimbi a scuola senza dover scalare delle ore di permesso dal lavoro e fermarmi a fare 2 chiacchiere con le maestre o le altre mamme. Oppure prenderci addirittura un caffe'!
Quando vado in bici a lavoro, passo da Via Gioberti, dove si trova l'ecole francaise, una scuola costosa e frequentata da figli di famiglie abbienti, le cui mamme si fermano regolarmente a chiacchierare ed iniziare insieme la giornata davanti ad un buon cappuccino, tutte imbellettate e super-firmate. Io invece sono gia' li che arranco alla mia seconda ora di veglia, pedalando a piu' non posso con la lingua che gia' ciondola per terra per non fare un minuto di ritardo. E mi chiedo: ma e' vita questa? Ma riusciro' mai a godermi quell'istante pur'io?
Orbene, la prospettiva di questa nuova avventura olandese mi permette questo: di sognare che un giorno anch'io potro' fermarmi al mercato a comprare i fiori freschi, dopo aver accompagnato i bimbi in bicicletta a scuola, e scambiare 2 chiacchiere con le altre mamme e perfino con il panettiere! Che lusso ragazzi... Dopo ben 16 anni di lavoro, adesso, potrei FERMARMI!!!! Riusciro' a resistere a quest'apatia?
Mah, mi do una pacca sulla spalla e contemporaneamente la do anche a S. senza il quale tutto questo no sarebbe possibile. Bello maritozzo mio! Ma mi dico anche che sarei pure stanca a questo punto, che pur'io avrei voglia di accompagnare o andare a riprendere i miei bimbi a scuola senza dover scalare delle ore di permesso dal lavoro e fermarmi a fare 2 chiacchiere con le maestre o le altre mamme. Oppure prenderci addirittura un caffe'!
Quando vado in bici a lavoro, passo da Via Gioberti, dove si trova l'ecole francaise, una scuola costosa e frequentata da figli di famiglie abbienti, le cui mamme si fermano regolarmente a chiacchierare ed iniziare insieme la giornata davanti ad un buon cappuccino, tutte imbellettate e super-firmate. Io invece sono gia' li che arranco alla mia seconda ora di veglia, pedalando a piu' non posso con la lingua che gia' ciondola per terra per non fare un minuto di ritardo. E mi chiedo: ma e' vita questa? Ma riusciro' mai a godermi quell'istante pur'io?
Orbene, la prospettiva di questa nuova avventura olandese mi permette questo: di sognare che un giorno anch'io potro' fermarmi al mercato a comprare i fiori freschi, dopo aver accompagnato i bimbi in bicicletta a scuola, e scambiare 2 chiacchiere con le altre mamme e perfino con il panettiere! Che lusso ragazzi... Dopo ben 16 anni di lavoro, adesso, potrei FERMARMI!!!! Riusciro' a resistere a quest'apatia?
venerdì 25 marzo 2011
Abitare la Vita
Abitare la Vita. Romena, 20 marzo 2011, ecco le parole del Gigi. Come sempre quando decidiamo di fare un salto la' per immergersi nel verde e nella spiritualita', questo e' il risultato: parole, segnali diretti come pugnali, che non lasciano adito a dubbi e perplessita' sul loro significato. Colpiscono dritti al cuore, e alle nostre intenzioni, sempre. E' magico. O forse basta solo aprire bene le orecchie e saper mettersi in ascolto. Abitare, fare casa, fermarsi ed apprezzare il qui ed ora, ma in viaggio, senza fermarsi, in movimento, come in continuo movimento e' la vita. Il nostro adesso, il nostro progetto e' proprio questo. E continuano gli incoraggiamenti degli amici che ci dicono: ma cosa aspettate? Non so cosa mi aspettera' li, io, ma di sicuro so cosa lascio, nel bene e nel male. Vivo come in una bolla, osservo con distacco, non prendo posizione, non mi lascio coinvolgere da eventi, possibilita', impegni futuri qui a Firenze. E mi rendo conto che se quest'avventura adesso non dovesse prender forma, ci rimmarrei parecchio male. Sono in stand-by, non mi sento gia' piu' qui ne' parte di questo abitare. Ieri S. in macchina di rientro da Romena mi diceva che a lui sembra di visitare certi posti per l'ultima volta: l'Abetone e le sue montagne dello scorso venerdi, quando abbiamo passato una splendida giornata di sole coi bimbi sulla neve; Romena, i suoi prati, la natura che sboccia con l'arrivo della primavera; le persone stesse che andiamo a trovare.
Come se fosse per l'ultima volta.
Strano. O forse naturale. Una preparazione, una difesa spontanea contro le paure dell'ignoto.
Ecco, un'altra breve parentesi sul nostro "prequel"!
Come se fosse per l'ultima volta.
Strano. O forse naturale. Una preparazione, una difesa spontanea contro le paure dell'ignoto.
Ecco, un'altra breve parentesi sul nostro "prequel"!
mercoledì 23 marzo 2011
Ha-ha-ha che bell'affare, il lupo non ci mangera'!
E’ tutto totalmente ridicolo. La falsita’ delle persone, l’ipocrisia, le promesse non mantenute. Lo sperimento quotidianamente sul posto di lavoro. E sono stufa. Ora come ora, son qui solo per arrivare alla fine del mese. Ogni mese. Per riempirmi la saccoccia e fine. Chissa’ quante altre persone stanno vivendo questo e si stanno comportando nella stessa maniera. Sicuramente tutte quelle che si trovano qui a collaborare con me: nessuna ha piu’ voglia ne’ interesse di impegnarsi per questa causa, per persone che se ne fregano della loro esperienza all’estero, che didiamocelo: non se la sanno proprio godere. E nessuno ha piu’ fiducia in quest’azienda, mangiasoldi, spolpapersone, totalmente incapace di mettere a profitto un singolo centesimo del suo fatturato. Che gran buco nell’acqua che si rivelera’ a breve! Soprattutto perche’ non tiene di conto del personale, della vita degli altri, a partire dal grande capo fino ad arrivare ai direttori locali, che non contano un’ emerita ceppa (e la cosa triste e’ che ne sono pure consapevoli!!).
Insomma, c’e’ voglia di evadere, di finirla qui con questa farsa, con i finti sorrisi, le false gentilezze, gli stupidi accorgimenti che ognuno trova per non farsi soffire il posto sotto il naso dal nuovo arrivato e farsi invece trovare sempre sulla cresta dell’onda, sull’attenti, sempre a disposizione... Che buffonate! Non vedo l’ora di avere l’occasione per mandarli tutti a quel paese, per lasciarli nelle peste, e di dimostrar loro di quanto sia assurdo trattare la gente cosi, di quanto sia infruttuoso un atteggiamento dittatoriale e gerarchico, fondato solo sulle posizioni conquistate negli anni piuttosto che sul merito e le capacita’ personali e professionali.
Che rabbiaaaaaaaaaaaa!!! Vorrei gridarlo al mondo che questo e’ un posto di matti, che e’ un covo di vipere, che alla fine vince chi se ne riesce ad andare perche’ ha trovato qualcosa di meglio...
Quando tocca il mio turno? Quanto tempo sto perdendo ragazzi.... Tutto tempo sprecato, buono invece per godersi i miei figli, le loro prime scoperte, i loro progressi, le loro prime sconfitte... Quando, quando mi sara’ dato il tempo?
L'Inizio
Questo e' l'inizio.... O meglio, niente e' ancora iniziato. Siamo nella fase in cui ci sono solo tanti sogni e timori, tante speranze e paure, tutto creato dall'inattesa notizia di un possibile trasferimento in Olanda, per un nuovo posto di lavoro offerto a S. Questo ancora e' pero' tutto in fase embrionale, nel senso che lui ha passato solo la prima fase delle selezioni e ce ne vorra' ancora per un po' prima di poter sapere l'esito finale.
Ma c'e' comunque la voglia di buttar giu' le emozioni, le sensazioni che affiorano anche in queste primi momenti, quando e' ancora tutto nebuloso, utopico, surreale. E le farfalle al solo pensiero svolazzano su e giu' per la pancia, e le perplessita' si fanno avanti nel buio della notte quando tutto tace, ronzandoti negli orecchi e tenendoti sveglio per ore.
L'idea c'e' sempre stata, che c'entra, latente nel nostro conscio o forse subconscio. L'Olanda ci sapeva di sano, di vitale, di possibilista e di relizzabile, ma il sentirla cosi vicina come realta' ci ha riempiti di pensieri, immagini, dubbi ma anche speranze. Un sacco di roba che ci e' piovuta addosso e, sinceramente, se non ci fossero stati i cuccioli, che avremmo accolto immediatamente a braccia aperte!
La scorsa settimana abbiamo iniziato a dirlo alle persone piu' care: ai nostri genitori, ai nostri amici vicini, e mi ha molto sorpreso vedere che la reazione piu' comune, quasi universale direi, sia stata l'approvazione totale per questo tuffo nel vuoto, per questa nuova avventura, che implica non solo un nuovo stile di vita ed una nuova occupazione, sia per me, come mamma full-time, almeno per il primo periodo, che per S, ma anche un trasloco, una nuova lingua (almeno per i piu' della cricca), la ricerca di una citta' o un paese in grado di soddisfare le nostre esigenze di famiglia con 2 bimbi piccoli, di 4 e 2 anni. Senza poi dimenticare uno degli aspetti che forse mi mette piu' ansia: il loro intraprendere un nuovo cammino scolastico, il loro stabilire nuove relazioni sociali in una fase della loro crescita ancora cosi delicata.
Insomma, ci sta tanto nel mezzo, ma tra il dire e il fare, se si vuole, ci sta di mezzo solo l'E, percio' non ci scoraggiamo, forti dei nostri sogni e anche del supporto di chi ci vuole bene e di chi, vedi la mitica nonna paterna, vuole che i giovani del domani diventino dei veri cittadini del mondo.
Noi ce lo auguriamo, e ci vogliamo impegnare il piu' possibile affinche' cio' possa accadere, viste anche le condizioni pietose nelle quali riversa la nostra pover' Italia in questi ultimi tempi.
Non ci rimane percio' che aspettare... La primavera e' comunque alle porte.
Ma c'e' comunque la voglia di buttar giu' le emozioni, le sensazioni che affiorano anche in queste primi momenti, quando e' ancora tutto nebuloso, utopico, surreale. E le farfalle al solo pensiero svolazzano su e giu' per la pancia, e le perplessita' si fanno avanti nel buio della notte quando tutto tace, ronzandoti negli orecchi e tenendoti sveglio per ore.
L'idea c'e' sempre stata, che c'entra, latente nel nostro conscio o forse subconscio. L'Olanda ci sapeva di sano, di vitale, di possibilista e di relizzabile, ma il sentirla cosi vicina come realta' ci ha riempiti di pensieri, immagini, dubbi ma anche speranze. Un sacco di roba che ci e' piovuta addosso e, sinceramente, se non ci fossero stati i cuccioli, che avremmo accolto immediatamente a braccia aperte!
La scorsa settimana abbiamo iniziato a dirlo alle persone piu' care: ai nostri genitori, ai nostri amici vicini, e mi ha molto sorpreso vedere che la reazione piu' comune, quasi universale direi, sia stata l'approvazione totale per questo tuffo nel vuoto, per questa nuova avventura, che implica non solo un nuovo stile di vita ed una nuova occupazione, sia per me, come mamma full-time, almeno per il primo periodo, che per S, ma anche un trasloco, una nuova lingua (almeno per i piu' della cricca), la ricerca di una citta' o un paese in grado di soddisfare le nostre esigenze di famiglia con 2 bimbi piccoli, di 4 e 2 anni. Senza poi dimenticare uno degli aspetti che forse mi mette piu' ansia: il loro intraprendere un nuovo cammino scolastico, il loro stabilire nuove relazioni sociali in una fase della loro crescita ancora cosi delicata.
Insomma, ci sta tanto nel mezzo, ma tra il dire e il fare, se si vuole, ci sta di mezzo solo l'E, percio' non ci scoraggiamo, forti dei nostri sogni e anche del supporto di chi ci vuole bene e di chi, vedi la mitica nonna paterna, vuole che i giovani del domani diventino dei veri cittadini del mondo.
Noi ce lo auguriamo, e ci vogliamo impegnare il piu' possibile affinche' cio' possa accadere, viste anche le condizioni pietose nelle quali riversa la nostra pover' Italia in questi ultimi tempi.
Non ci rimane percio' che aspettare... La primavera e' comunque alle porte.
Iscriviti a:
Post (Atom)

